Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani
Sottocommissione sulla promozione e protezione dei diritti umani
Gruppo di Lavoro sulle forme contemporanee di schiavitù
27ª sessione

 
 
Ginevra, 27 - 31 maggio 2002

Il lavoro forzato in Brasile

Nonostante l'approvazione della legge n° 9777 nel dicembre 1998, il numero di lavoratori forzati (generalmente chiamati "manodopera schiava" in Brasile) identificati e liberati durante il 2001 è notevolmente aumentato.

I dati del governo brasiliano mostrano che tra gennaio e ottobre del 2001 lo Special Group for Mobile Inspection (Gruppo Speciale per le Ispezioni Mobili) ha liberato 960 lavoratori dalla condizione di schiavitù. Si tratta in assoluto del numero più alto di rilasci in un solo anno dall'inizio delle ispezioni nel 1995. Solo 588 lavoratori furono liberati dalla schiavitù in tutto il 2000. Secondo la Commissione Pastorale della Terra (CPT), 2.215 persone hanno lavorato in condizioni analoghe alla schiavitù fra gennaio e novembre del 20011 .

Sebbene in quell'anno il Gruppo Speciale abbia liberato un numero record di lavoratori forzati, è indubbio che il suo lavoro venga ostacolato dalla mancanza di risorse, da limitati poteri di indagine e da un alto tasso di impunità dei beneficiari del lavoro forzato.

Secondo la CPT, i tempi che intercorrono fra la denuncia di una caso al Gruppo speciale e l'effettiva realizzazione di un accertamento si sono notevolmente allungati nell'ultimo anno. La CPT afferma che un sopralluogo avviene normalmente dai 15 ai 45 giorni dopo, mentre in passato, di norma, bastavano 4-5 giorni 2 .

Questo ritardo dà ai beneficiari del lavoro forzato il tempo di trasferire i lavoratori, riducendo quindi seriamente le possibilità di liberare le vittime e di assicurare gli sfruttatori alla giustizia. Il Gruppo Speciale deve poter disporre delle risorse (personale, mezzi di trasporto, ecc.) e dell'appoggio degli enti regionali (comprese le forze di polizia) necessari a portare avanti le proprie operazioni in maniera tempestiva ed efficace. Ritardare l'organizzazione delle indagini significa condannarle a un fallimento quasi certo.

Impunità e sanzioni inadeguate

Fra il 1999 e il 2001, più di 2.000 persone sono state liberate dal lavoro in schiavitù. Tuttavia, il governo brasiliano, nel suo documento indirizzato alla Commissione di esperti dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), cita un solo processo relativo al 2001 e non fa riferimento ad alcuna sanzione penale per lo sfruttamento del lavoro forzato 3.

L'aumento dell'incidenza della manodopera schiava in Brasile si deve in gran parte all'impunità ed alla mancanza di sanzioni amministrative cogenti. Infatti, 6 delle 15 aziende agricole accusate di sfruttare manodopera schiava nel sud e sud est dello stato di Pará tra gennaio e settembre del 2001, erano già state ripetutamente accusate nei dieci anni precedenti 4.

La recente decisione del Ministero del Lavoro di ridurre le multe per chi sfrutta il lavoro forzato nelle zone rurali, principale bacino d'impiego di tale manodopera, non farà altro che aggravare la situazione.

Il 9 aprile 2001 c'è stato un ulteriore sviluppo negativo quando tre proprietari terrieri del Pará meridionale, compreso uno su cui pende una denuncia per sfruttamento della schiavitù, hanno firmato un accordo (Termo de compromisso) con il Labour Prosecution Service (Difensore Pubblico dei Lavoratori) e il Regional Labour Delegation (Delegazione Regionale del Lavoro) di Pará. L'accordo toglie alla polizia federale l'autorità di istruire i casi di lavoratori schiavi in questa regione.

L'apporto della polizia federale alle ispezioni è fondamentale, non solo perché ne garantisce la sicurezza, ma anche perché spetta alla polizia stessa o alla procura federale istruire un caso e decidere se è passibile di procedimento penale. I funzionari del Ministero del Lavoro possono solo comminare pene amministrative, che, come abbiamo visto, non sono un deterrente efficace.

Conclusioni e raccomandazioni

Anti-Slavery assiste con preoccupazione all'aumento dei casi di lavoro forzato segnalati in Brasile lo scorso anno. Il Gruppo Speciale ha liberato più persone nel 2001 che in tutti gli anni precedenti, ma continua a nostro avviso a lavorare con risorse, appoggio e poteri insufficienti a fermare l'aumento dello sfruttamento della manodopera forzata.

La mancanza di azioni penali e di condanne effettive, insieme all'inadeguatezza delle sanzioni amministrative, fa sì che chi sfrutta il lavoro forzato rimanga impunito.

La decisione del Ministero del Lavoro di ridurre le multe comminabili nelle zone rurali e l'accordo con i proprietari terrieri nello stato di Pará, che impedisce alla polizia federale di intervenire in casi di sfruttamento della manodopera schiava in questa regione, sono entrambi sviluppi estremamente negativi, che indeboliranno ulteriormente il lavoro del Gruppo Speciale e che dimostrano che combattere il lavoro forzato non è tra le priorità del governo.

Visto quanto sopra, Anti-Slavery chiede al governo brasiliano di adottare misure urgenti per:

1. fornire al Gruppo Speciale le risorse materiali e l'appoggio istituzionale necessari a portare avanti il proprio lavoro nel migliore dei modi;

2. portare a termine i processi ed applicare le sentenze contro tutti coloro che sfruttano il lavoro forzato;

3. rendere accessibili al pubblico le informazioni sul numero di citazioni in giudizio, condanne emesse e sentenze applicate secondo la legge n° 9777 e l'articolo 149 del Codice Penale, nonché informazioni dettagliate sul numero di ammende comminate e pagate per sfruttamento del lavoro forzato;

4. consolidare gli atti legislativi sul lavoro forzato volti a:
(a) stabilire le competenze necessarie per citare in giudizio coloro che sottopongono (gli) altri a pratiche di lavoro forzato;
(b) sostituire l'attuale regime di acquisto obbligatorio con l'espropriazione per coloro che sfruttano il lavoro forzato;
(c) garantire che vengano imposte sanzioni amministrative adeguate contro lo sfruttamento del lavoro forzato sia nelle zone urbane sia in quelle rurali, e che la polizia federale abbia giurisdizione sui casi di schiavitù ovunque in Brasile.


1 "De olho aberto para não virar escravo", Campanha da CPT-Norte contra o Trabalho Escravo - relatório 2001.
2
"De olho aberto para não virar escravo", Campanha da CPT-Norte contra o Trabalho Escravo - relatório 2001.
3 Rapporto del 2002 della Commissione di esperti, p. 110, cpv. 11.
4 CPT Xinguara