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Nonostante l'approvazione della legge n° 9777 nel dicembre
1998, il numero di lavoratori forzati (generalmente chiamati "manodopera
schiava" in Brasile) identificati e liberati durante il 2001
è notevolmente aumentato.
I dati del governo brasiliano mostrano che tra gennaio e ottobre
del 2001 lo Special Group for Mobile Inspection (Gruppo Speciale
per le Ispezioni Mobili) ha liberato 960 lavoratori dalla condizione
di schiavitù. Si tratta in assoluto del numero più
alto di rilasci in un solo anno dall'inizio delle ispezioni nel
1995. Solo 588 lavoratori furono liberati dalla schiavitù
in tutto il 2000. Secondo la Commissione Pastorale della Terra (CPT),
2.215 persone hanno lavorato in condizioni analoghe alla schiavitù
fra gennaio e novembre del 20011 .
Sebbene in quell'anno il Gruppo Speciale abbia liberato un numero
record di lavoratori forzati, è indubbio che il suo lavoro
venga ostacolato dalla mancanza di risorse, da limitati poteri di
indagine e da un alto tasso di impunità dei beneficiari del
lavoro forzato.
Secondo la CPT, i tempi che intercorrono fra la denuncia di una
caso al Gruppo speciale e l'effettiva realizzazione di un accertamento
si sono notevolmente allungati nell'ultimo anno. La CPT afferma
che un sopralluogo avviene normalmente dai 15 ai 45 giorni dopo,
mentre in passato, di norma, bastavano 4-5 giorni 2
.
Questo ritardo dà ai beneficiari del lavoro forzato il tempo
di trasferire i lavoratori, riducendo quindi seriamente le possibilità
di liberare le vittime e di assicurare gli sfruttatori alla giustizia.
Il Gruppo Speciale deve poter disporre delle risorse (personale,
mezzi di trasporto, ecc.) e dell'appoggio degli enti regionali (comprese
le forze di polizia) necessari a portare avanti le proprie operazioni
in maniera tempestiva ed efficace. Ritardare l'organizzazione delle
indagini significa condannarle a un fallimento quasi certo.
Impunità e sanzioni inadeguate
Fra il 1999 e il 2001, più di 2.000 persone sono state liberate
dal lavoro in schiavitù. Tuttavia, il governo brasiliano,
nel suo documento indirizzato alla Commissione di esperti dell'Organizzazione
Internazionale del Lavoro (OIL), cita un solo processo relativo
al 2001 e non fa riferimento ad alcuna sanzione penale per lo sfruttamento
del lavoro forzato 3.
L'aumento dell'incidenza della manodopera schiava in Brasile si
deve in gran parte all'impunità ed alla mancanza di sanzioni
amministrative cogenti. Infatti, 6 delle 15 aziende agricole accusate
di sfruttare manodopera schiava nel sud e sud est dello stato di
Pará tra gennaio e settembre del 2001, erano già state
ripetutamente accusate nei dieci anni precedenti 4.
La recente decisione del Ministero del Lavoro di ridurre le multe
per chi sfrutta il lavoro forzato nelle zone rurali, principale
bacino d'impiego di tale manodopera, non farà altro che aggravare
la situazione.
Il 9 aprile 2001 c'è stato un ulteriore sviluppo negativo
quando tre proprietari terrieri del Pará meridionale, compreso
uno su cui pende una denuncia per sfruttamento della schiavitù,
hanno firmato un accordo (Termo de compromisso) con il Labour
Prosecution Service (Difensore Pubblico dei Lavoratori) e il Regional
Labour Delegation (Delegazione Regionale del Lavoro) di Pará.
L'accordo toglie alla polizia federale l'autorità di istruire
i casi di lavoratori schiavi in questa regione.
L'apporto della polizia federale alle ispezioni è fondamentale,
non solo perché ne garantisce la sicurezza, ma anche perché
spetta alla polizia stessa o alla procura federale istruire un caso
e decidere se è passibile di procedimento penale. I funzionari
del Ministero del Lavoro possono solo comminare pene amministrative,
che, come abbiamo visto, non sono un deterrente efficace.
Conclusioni e raccomandazioni
Anti-Slavery assiste con preoccupazione all'aumento dei casi di
lavoro forzato segnalati in Brasile lo scorso anno. Il Gruppo Speciale
ha liberato più persone nel 2001 che in tutti gli anni precedenti,
ma continua a nostro avviso a lavorare con risorse, appoggio e poteri
insufficienti a fermare l'aumento dello sfruttamento della manodopera
forzata.
La mancanza di azioni penali e di condanne effettive, insieme all'inadeguatezza
delle sanzioni amministrative, fa sì che chi sfrutta il lavoro
forzato rimanga impunito.
La decisione del Ministero del Lavoro di ridurre le multe comminabili
nelle zone rurali e l'accordo con i proprietari terrieri nello stato
di Pará, che impedisce alla polizia federale di intervenire
in casi di sfruttamento della manodopera schiava in questa regione,
sono entrambi sviluppi estremamente negativi, che indeboliranno
ulteriormente il lavoro del Gruppo Speciale e che dimostrano che
combattere il lavoro forzato non è tra le priorità
del governo.
Visto quanto sopra, Anti-Slavery chiede al governo brasiliano di
adottare misure urgenti per:
1. fornire al Gruppo Speciale le risorse materiali e l'appoggio
istituzionale necessari a portare avanti il proprio lavoro nel migliore
dei modi;
2. portare a termine i processi ed applicare le sentenze contro
tutti coloro che sfruttano il lavoro forzato;
3. rendere accessibili al pubblico le informazioni sul numero di
citazioni in giudizio, condanne emesse e sentenze applicate secondo
la legge n° 9777 e l'articolo 149 del Codice Penale, nonché
informazioni dettagliate sul numero di ammende comminate e pagate
per sfruttamento del lavoro forzato;
4. consolidare gli atti legislativi sul lavoro forzato volti a:
(a) stabilire le competenze necessarie per citare in giudizio coloro
che sottopongono (gli) altri a pratiche di lavoro forzato;
(b) sostituire l'attuale regime di acquisto obbligatorio con l'espropriazione
per coloro che sfruttano il lavoro forzato;
(c) garantire che vengano imposte sanzioni amministrative adeguate
contro lo sfruttamento del lavoro forzato sia nelle zone urbane
sia in quelle rurali, e che la polizia federale abbia giurisdizione
sui casi di schiavitù ovunque in Brasile.
1 "De olho aberto para
não virar escravo", Campanha da CPT-Norte contra o Trabalho
Escravo - relatório 2001.
2 "De olho aberto para não virar
escravo", Campanha da CPT-Norte contra o Trabalho Escravo - relatório
2001.
3 Rapporto del 2002 della Commissione di esperti, p. 110, cpv. 11.
4 CPT Xinguara
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