Chi siamo (Anti-Slavery International)


Anty-Slavery International è stata fondata nel 1839 ed è la più antica organizzazione internazionale per i diritti umani. È la sola organizzazione di beneficenza nel Regno Unito ad operare esclusivamente contro la schiavitù e gli abusi ad essa collegati. Lavora a livello locale, nazionale ed internazionale per eliminare la schiavitù nel mondo:

  • spingendo i governi dei paesi interessati da questo fenomeno ad elaborare ed attuare misure per fermarla

  • intervenendo come lobby sui governi ed agenzie intergovernative per rendere la schiavitù un tema prioritario

  • sostenendo ricerche per valutare l'entità del fenomeno al fine di identificare misure per fermarla

  • lavorando con le organizzazioni locali per sensibilizzare l'opinione pubblica

  • educando il pubblico sulle realtà della schiavitù e sviluppando campagne per porvi fine

Il lavoro di Anti-Slavery International viene svolto da tre gruppi: Programmi, Comunicazione e Informazione, che ci consentono di lavorare concretamente per raggiungere il nostro obiettivo: liberare il mondo dalla schiavitù.

Gruppo "Programmi"
Il gruppo "Programmi" coopera con organizzazioni di tutto il mondo per raccogliere informazioni sui temi fondamentali che riguardano il nostro lavoro: schiavitù per debiti, lavoro forzato, matrimonio forzato, le forme peggiori di lavoro minorile, tratta di esseri umani e schiavitù in senso "classico". Il gruppo pubblica poi queste informazioni e opera attraverso organismi internazionali al fine di promuovere leggi che proteggano le vittime di queste pratiche.

Gruppo "Comunicazione"
Il gruppo "Comunicazione" è composto da addetti alle campagne, all'educazione e addetti stampa che realizzano note sulle azioni realizzate, materiali educativi e la nostra rivista quadrimestrale Reporter, per informare sia il grande pubblico sia i politici sulla schiavitù nel mondo. Per visionare un esempio della rivista (disponibile sono in inglese) vai a Membership e scaricalo in formato PDF. Anti-Slavery International fa azione di lobby presso i governi nazionali, le Nazioni Unite e l'Unione Europea affinché adottino politiche che pongano termine a tutte le forme di schiavitù.

Informazione.
Il nostro gruppo "Informazione" si occupa della raccolta dei fondi, della biblioteca e dell'archivio di consultazione. I finanziamenti provenienti dal pubblico, fondazioni, associazioni, governi, Unione Europea e altre istituzioni, sono fondamentali per consentirci di lavorare per l'abolizione della schiavitù. Per una copia cartacea del nostro resoconto annuale (disponibile in inglese) contattate j.knight@antislavery.org. La collezione di libri, relazioni, riviste, foto, diapositive, microfilm, videocassette ed articoli di giornale della nostra biblioteca vanno dagli albori del movimento abolizionista ad oggi. La maggior parte del materiale è in inglese.

Lavorare per il cambiamento
Il lavoro di Anti-Slavery International ha ottenuto cambiamenti reali. Per tutto il secolo scorso l'organizzazione si è impegnata in molte campagne di successo, come quelle per porre termine agli abusi perpetrati a danno dei lavoratori della gomma nel Congo Belga ed all'impiego di schiavi-bambini, i Mui Tsai, ad Hong Kong. Uno dei successi recenti di Anti-Slavery International dimostra la forza della collaborazione con le organizzazioni locali.

Dopo anni di pressione da parte di Anti-Slavery International e di alcune organizzazioni locali, compresa la Backward Society Education e la Informal Sector Service Centre, nel febbraio del 2002 il governo del Nepal ha adottato una legge con cui è stata abolita la schiavitù dei kamaiya [servi per debito]. Tale decisione ha reso illegale una delle forme di schiavitù più diffuse, che toccava decine di migliaia di persone in tutto il paese. Nel 2000, dopo una campagna durata sette anni, Anti-Slavery International mandò una delegazione di alto livello in Nepal allo scopo di spingere per nuove leggi. Sebbene il governo abbia dichiarato illegale la schiavitù per debito pochi mesi dopo, nessuna legge o assistenza sostanziale, come ad esempio la reidistribuzione della terra, fu approvata. Migliaia di famiglie furono cacciate dalle terre e costrette a vivere sul ciglio della strada, nella foresta o in accampamenti di fortuna. Inoltre, erano vittime di violenze da parte dei funzionari statali e facili prede di fame e malattie.

In seguito alla pressione costante di Anti-Slavery International e dei suoi partner, il governo finalmente approvò una legge che non solo abolì questa forma di schiavitù, ma designò il governo come responsabile della gestione degli alloggi, dell'impiego e delle attività per generare reddito a favore degli ex-schiavi e garante della punibilità di chi usa i kamaiya come schiavi per debito.