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"Il lavoro infantile ha conseguenze serie che permangono
nell'individuo e nella società oltre gli anni dell'infanzia.
I giovani lavoratori non solo affrontano condizioni di lavoro
pericolose, ma anche stress fisici, intellettuali ed emotivi.
Essi sono destinati ad una vita adulta di disoccupazione e
analfabetismo."
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Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni
Unite.
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"Noi non abbiamo tempo per gli studi
e l'istruzione, per giocare e riposare, siamo esposti a condizioni
lavorative pericolose e non siamo protetti."
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Forum contro le più intollerabili
forme di lavoro infantile,
Bangkok, 1997
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Che cos'è il lavoro minorile?
Certi lavori contribuiscono positivamente allo sviluppo dei bambini.
Il lavoro può insegnare ai bambini il senso di responsabilità
e particolari abilità che saranno utili a loro e al resto
della società.
Spesso il lavoro è una fonte di reddito vitale che contribuisce
al sostentamento dei bambini e delle loro famiglie.
Tuttavia, milioni di bambini in tutto il mondo lavorano in condizioni
estremamente rischiose, mettendo a repentaglio salute, istruzione,
sviluppo personale e sociale ed anche la propria vita. Queste sono
alcune delle circostanze che essi si trovano ad affrontare:
- Lavoro a tempo pieno ad una giovanissima età
- Ambienti di lavoro pericolosi
- Eccessive ore di lavoro
- Maltrattamenti psicologici, verbali, fisici e sessuali
- Costrizione al lavoro a causa di circostanze o di certi individui
- Salario misero o nullo
- Lavorare e vivere per strada, in cattive condizioni
- Impossibilità di sfuggire al circolo vizioso della povertà
- nessun accesso all'istruzione
Quanto è grande il problema?
- L'Organizzazione Internazionale del Lavoro stima a 246
milioni i lavoratori bambini di età compresa tra
i 5 e i 17 anni
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- Si stima che 179 milioni lavorino nelle situazioni lavorative
peggiori per i minori; un bambino lavoratore su 8 della
popolazione mondiale ha tra i 5 e i 17 anni
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- 111 milioni di minori al di sotto dei 15 anni lavorano
in condizioni di grande rischio e dovrebbero "cessare
di lavorare immediatamente"
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- 8,4 milioni di minori sono vittime della schiavitù,
della tratta degli esseri umani, del lavoro per debito o
di altre forme di lavoro forzato, del reclutamento forzato
in conflitti armati, prostituzione, pornografia ed altre
attività illecite
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- Le ragazzine sono particolarmente richieste per i lavori
domestici
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- Circa il 70% dei lavoratori minori svolgono attività
non retribuite lavorative per le loro famiglie
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La tratta degli esseri umani:
La tratta degli esseri umani consiste nell'allontanare le persone
dalle comunità di appartenenza, dietro minaccia o uso effettivo
di violenza, inganno o coercizione, per sfruttarle come lavoratori
forzati, schiavi o per l'industria del sesso. La definizione di
tratta dei minori invece non prevede necessariamente l'uso della
forza, dell'inganno o della coercizione, ma basta il solo allontanamento
verso attività di sfruttamento.
Inoltre, sempre più minori vengono comprati e venduti dentro
e fuori dei confini nazionali. Tale commercio è finalizzato
allo sfruttamento sessuale, all'accattonaggio, o al lavoro nell'edilizia,
nell'agricoltura, o nella servitù domestica. Questi minori
sono ancora più vulnerabili quando portati in un paese straniero.
Spesso non hanno più contatti con le loro famiglie e sono
alla mercé dei propri "datori di lavoro".
Un caso: Foussenatou Nounotin
Quando Foussenatou aveva 16 anni, fu venduta dal Benin ad Abidjan
in Costa d'Avorio, dove trascorse un anno e mezzo come lavoratrice
domestica. La sua giornata lavorativa tipica iniziava alle 5 di
mattina, per accudire i bambini della famiglia prima di portarli
a scuola. Doveva poi lavare e pulire tutto, e fare le commissioni
per la famiglia. Le era permesso di uscire solo per le commissioni,
e in città non aveva amici.
Perché i minori lavorano?
- Molti minori lavorano perché le loro famiglie sono
povere, ed il loro lavoro è necessario per la loro
sopravvivenza. Anche altre discriminazioni di vario tipo,
basate su sesso, razza, religione ecc., contribuiscono ad
aumentare il lavoro minorile.
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- Spesso, i minori vengono "assunti" e sfruttati
perché, in confronto agli adulti, sono più
vulnerabili, costano meno, ed è meno probabile che
pretendano salari più alti o condizioni lavorative
migliori. Qualche datore di lavoro adduce il pretesto che
i bambini sono particolarmente adatti per certi tipi di
lavori perché più piccoli o con "dita
più agili".
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- Per molti è impossibile andare a scuola. L'istruzione
può costare parecchio ed alcuni genitori ritengono
che ciò che i loro figli potrebbero imparare sia
inutile nella loro vita quotidiana e per il loro futuro.
In molti casi la scuola è oggettivamente inaccessibile
e/o le lezioni si tengono in una lingua che il bambino non
conosce.
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- Il lavoro minorile è un prodotto della povertà
e contribuisce anche a riprodurla. Molti bambini che lavorano
non hanno la possibilità di andare a scuola e spesso
diventano adulti non qualificati, intrappolati in lavori
mal pagati, e a loro volta chiederanno ai propri figli di
contribuire al reddito famigliare.
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Dove lavorano i minori?
- Nei campi
- Nelle case - come domestici
- Nelle fabbriche, realizzando prodotti come fiammiferi, fuochi
d'artificio e vetreria
- Sulle strade - come accattoni
- In forni per mattoni, in miniere, e nell'edilizia
- In bar, ristoranti, e stabilimenti turistici
- Nell'industria dello sfruttamento sessuale
- Come soldati
Si stima che le industrie nel campo dell'esportazione rappresentino
solo il cinque per cento del lavoro minorile
La grande maggioranza dei minorenni, circa il 70 per cento, lavora
nell'agricoltura. Il lavoro domestico minorile nelle case altrui
è considerato in assoluto l'attività che impiega più
ragazzine nel mondo.
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Casi:
Nello Yemen una bambina di 13 anni lavora come venditrice
ambulante circa 10 ore al giorno, sette giorni alla settimana.
Inoltre, prima di uscire la mattina e dopo essere rientrata
aiuta la madre nei lavori domestici. Dice di avere sempre
dolori dovuti al lavoro e di essere stata malata e infortunata
nell'ultimo anno.
(Fonte: Working Children in Yemen -- Who Are They?
Ufficio per le attività dei lavoratori, BIT, Ginevra)
In Pakistan, i fratelli Mohen e Nihal lavorano al telaio
per tappeti da quando avevano rispettivamente quattro e cinque
anni, per consentire alla famiglia di soddisfare i propri
bisogni essenziali. "Rischiamo di tagliarci le dita e
passiamo giornate intere a lavorare. Spesso due giorni in
una stessa settimana dobbiamo lavorare tutto il giorno e la
notte. Mohen è sempre depresso e distrutto dalla fatica
a causa delle molte ore di lavoro e cerca di scappare. Allora
il capo tessitore gli sta addosso e non lo lascia muovere
per tre o quattro giorni."
In molti Paesi del Golfo, dove le corse di cammelli sono
uno sport tradizionale, bambini anche di 6 anni vengono obbligati
o indotti con l'inganno a fare i fantini di cammelli. Il rischio
di farsi male e di morire è altissimo. Nel Quatar,
Ahmed è un beduino "custode" dei ragazzini,
ed è stato egli stesso un fantino di cammelli. "Il
sanguinamento dovuto alla costante pressione sul sedere e
lo schiacciamento dei genitali è comune ed indescrivibilmente
doloroso. La maggior parte dei fantini diventa impotente a
causa dell'attrito e non esiste nessuna cura medica."
(Fonte: R Ravi Kumar, Gulf Times)
A Bangkok, Jook, di 10 anni, spesso salta la scuola per andare
al fiume con gli amici a catturare le tartarughe. Una volta
catturate, le porta al mercato per venderle. Di solito lavora
un paio d'ore al giorno e guadagna meno di 50 centesimi di
dollaro. Dice: "Non è difficile, ma qualche volta
mi ferisco i piedi sui chiodi del molo o sto male a causa
dell'acqua che è molto inquinata". Jook fa questo
lavoro per mantenere la madre che è sieropositiva e
non può lavorare perché non sta bene.
(Fonte: Good work, Bad Work, Tough Choices, Matt Scott,
World Vision 2000)
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Il lavoro minorile nell'industria del cacao.
Nell'industria del cacao si riscontrano lavoro forzato e lavoro
minorile. Anti-Slavery coopera con i Governi dell'Africa Occidentale,
l'Europa e gli USA, oltre che con le industrie del cacao, per porre
fine a questa pratica.
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Che cosa vogliono i bambini?
Minori di diversi paesi hanno creato delle loro organizzazioni
e movimenti (propri) per costringere i leader ad ascoltare
le loro preoccupazioni e ad agire per migliorare una situazione
terribile. Fra questi, Niños y Adolescentes Trabajadores
(NATS) in America Latina, l'African Movement for Working Children
e Youth in Africa e Bhima Sangha nell'Asia meridionale.
Il Movimento Africano vuole in particolare la realizzazione
di 12 diritti:
- Diritto all'istruzione professionale
- Diritto a rimanere nei propri villaggi (senza doversi
trasferire in città)
- Diritto ad esercitare l'attività lavorativa in
tutta sicurezza
- Diritto ad un lavoro leggero e limitato
- Diritto al riposo per malattia
- Diritto di essere rispettati
- Diritto di essere ascoltati
- Diritto alle cure mediche
- Diritto di imparare a leggere e scrivere
- Diritto al gioco e al tempo libero
- Diritto di esprimersi ed organizzarsi
- Diritto ad una giustizia equa in caso di problemi.
Alla sua quinta conferenza internazionale nel 2000, il Movimento
ha dichiarato:
"Laddove ci siamo organizzati, i nostri dodici diritti
hanno fatto dei grossi passi avanti per noi e per altri bambini
e giovani lavoratori. Ora possiamo imparare a leggere e scrivere,
riceviamo cure mediche migliori, possiamo esprimerci, siamo
rispettati da tutti oltre che dal sistema giudiziario, siamo
trattati bene e possiamo lavorare in ambienti più sicuri
compatibilmente con le nostre capacità e possiamo riposare
ogni tanto. Ora possiamo avere più tempo per lo svago,
e meno bambini lasciano i villaggi dopo che li abbiamo avvisati
dei pericoli che corrono."
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Interventi contro il lavoro minorile
Diritto internazionale:
Il diritto internazionale sta alla base del lavoro di Anti-Slavery
International contro le forme peggiori di lavoro minorile. Le convenzioni
dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, le Convenzioni sulla
Schiavitù del 1926 e del 1956 e la Convenzione dell'ONU sui
diritti del fanciullo sono i nostri strumenti principali.
- Articolo 32 della Convenzione dell'ONU sui diritti del
fanciullo (Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo)
(1989):
"Gli Stati parti riconoscono il diritto dei fanciullo
di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di
non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi
o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione
o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale,
spirituale, morale o sociale."
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- Convenzione 182 dell'Organizzazione Internazionale del
Lavoro (1999):
L'obiettivo principale della Convenzione 182 è di
eliminare le forme peggiori di lavoro minorile. Essa sottolinea
la necessità di un'azione immediata per affrontare
le forme peggiori di sfruttamento dei bambini e che le misure
adottate dalle autorità dovrebbero essere messe in
atto dal governo subito dopo la ratificazione. Le disposizioni
principali della convenzione chiariscono quali situazioni
siano da classificare come le forme peggiori di lavoro minorile
e specificano i provvedimenti che i governi devono adottare
per vietarle ed eliminarle. Potete trovare il testo integrale
della Convenzione 182 sul
sito internet dell'OIL
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L'operato di Anti-Slavery sul lavoro minorile
Anti-Slavery non è un ente per la raccolta di fondi, ma
coopera con organizzazioni di tutto il mondo che si occupano specificamente
di lavoro minorile.
Anti-Slavery opera nel campo del lavoro minorile dai primi anni
del '900. Ci occupiamo sistematicamente dei temi del lavoro minorile
dagli anni '70, principalmente nel campo della ricerca e del patrocinio
internazionale. Alla base dell'operato di Anti-Slavery International,
vi sono le norme competenti dell'OIL e dell'ONU. Lavoriamo in collaborazione
con altre Organizzazioni Non Governative, organizzazioni intergovernative
e sindacati, e ci concentriamo sulle forme peggiori di lavoro minorile
e delle attività paragonabili alla schiavitù.
Anti-Slavery attualmente opera in tre campi principali. Anzitutto
siamo stati strenui sostenitori degli sforzi per l'elaborazione
della Convenzione 182 e continuiamo a promuovere il coinvolgimento
delle organizzazioni della società civile perché intervengano
contro le forme peggiori di lavoro minorile. Per quanto riguarda
il patrocinio, lavoriamo molto insieme ad un gran numero di reti
e coalizioni per informare sullo sfruttamento del lavoro minorile
e sui meccanismi disponibili per combatterlo.
In secondo luogo abbiamo sviluppato un'esperienza specifica sul
tema del lavoro domestico minorile. Ciò ha prodotto: la pubblicazione
di dati oggettivi sulla situazione dei lavoratori domestici bambini
in diversi paesi; lo sviluppo (in cooperazione con partner locali)
di strumenti deontologici sulla ricerca e sul patrocinio ad uso
di ONG e altri a livello nazionale e locale; il consolidamento e
la costruzione di una rete internazionale di ONG in grado di condividere
informazioni ed esperienze sui temi del lavoro domestico minorile.
Terzo, Anti-Slavery International continua a rivestire un ruolo
significativo negli sforzi per combattere il lavoro minorile nell'Africa
occidentale. Attualmente coordiniamo un lavoro finalizzato ad allargare
il campo d'azione delle ONG di sei paesi dell'Africa occidentale
per mettere fine ai maltrattamenti dei bambini venduti per il lavoro
domestico, e sono previste ulteriori attività relative alla
tratta di minori in altre regioni.
Anti-Slavery Internatinal coordina inoltre il sottogruppo sul lavoro
minorile delle ONG per la Convenzione sui diritti del fanciullo,
con sede a Ginevra.
Alcune pubblicazioni recenti sul lavoro
minorile:
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Anche tu puoi contribuire ad eliminare le forme peggiori di
lavoro minorile. Scrivi ad Anti-Slavery International: info@antislavery.org
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