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Leelu Bai © Anti-Slavery International
 

La schiavitù per debito

 

La schiavitù per debito, o lavoro vincolato, è oggi la forma probabilmente meno conosciuta di schiavitù, e tuttavia rappresenta il metodo in assoluto più usato per la messa in schiavitù. Una persona diviene un lavoratore vincolato quando il suo lavoro è preteso come mezzo di restituzione di un prestito. La persona in questione è costretta, attraverso un imbroglio o con una trappola, a lavorare gratis o per una paga misera, spesso anche per sette giorni a settimana. Il valore del lavoro supera sempre il prestito iniziale. Nel 1999 il Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulle forme contemporanee di schiavitù ha stimato in 20 milioni il numero delle persone nel mondo tenute sotto lavoro vincolato.

La schiavitù per debito esiste da migliaia di anni. Nell'Asia meridionale essa si è radicata nel sistema delle caste e continua a prosperare nei rapporti agricoli feudali. È stata usata anche come metodo di reclutamento della manodopera coloniale per molte piantagioni in Africa, nei Caraibi e nel
Sud-Est asiatico.

I lavoratori vincolati sono costantemente minacciati e soggetti a violenze fisiche e sessuali. Sono tenuti sotto varie forme di sorveglianza, in alcuni casi da guardie armate. Pochi sono i casi in cui vengono usate delle vere e proprie catene (sebbene possa succedere), e tuttavia tale sorveglianza è altrettanto reale ed efficace.

   
   

Perché il lavoro vincolato continua ad esistere?

La povertà, e la predisposizione di alcune persone a sfruttare la disperazione di altre, rappresentano le cause alla base del lavoro vincolato. Il bisogno di denaro per la sopravvivenza giornaliera spinge persone spesso senza terra e senza un'istruzione a vendere il proprio lavoro in cambio di una piccola somma di denaro o di un prestito.

Sebbene il lavoro vincolato sia illegale nella maggior parte dei paesi in cui esiste, raramente i governi sono disposti ad applicare la legge o a punire chi ne trae profitto.

Oggi ci sono almeno 20 milioni di lavoratori vincolati in tutto il mondo.

   
"[Gli schiavi per debito] sono dei non-esseri ai margini della civiltà, che vivono peggio delle bestie, perché le bestie almeno sono libere di vagare come vogliono… Questo sistema, secondo cui una persona è obbligata a lavorare per un'altra per anni e anni finché il presunto debito sia saldato, cosa che in realtà non avviene mai durante la vita del debitore, è totalmente incompatibile con il nuovo ordine socio-economico egualitario che abbiamo promesso di costruire…"
   

--Giudice PN Bhagwati, Corte Suprema Indiana, 1982


Chi sono i lavoratori vincolati?


Famiglie intere vengono rese schiave per debito nell'Asia meridionale; bambini vengono comprati e venduti nell'Africa Occidentale, e donne vengono "esportate" in Europa per lo sfruttamento domestico e sessuale.

   
"Sono diventata una lavoratrice vincolata 20 anni fa, dopo essermi sposata. La famiglia di mio marito era legata allo stesso padrone da tre generazioni: contraevano prestiti per i matrimoni, per le malattie, per la scuola, quindi continuavano a indebitarsi…Cominciavo a lavorare in casa del padrone alle 6 del mattino - pulivo, andavo a prendere l'acqua…Poi scendevo a lavorare alla fattoria…a tagliare, trebbiare, eccetera, fino alle 7 di sera o oltre. Qualche volta dovevo tornare a casa del padrone a pulire e lavare tutto. Potevo tornare a casa a dar da mangiare alla mia famiglia solo dopo aver finito. Il mio padrone non mi lasciava mai lavorare per un altro, ci maltrattava e minacciava di batterci se avessimo lavorato per qualcun altro. Se eravamo malati, il padrone veniva da noi e ci diceva che eravamo pigri e così via… In quanto donne lavoravamo più degli uomini perché dovevamo lavorare anche a casa del padrone oltre che alla fattoria. E anche dopo aver lavorato alla fattoria qualche volta dovevamo tornare a lavorare a casa del padrone…"
   
--Leelu Bai, ex-schiava adivasi (indigena) del Distretto di Thane in India, 1999